Le mostre durante il covid non si potevano vedere, ma potevano essere essere raccontate. Cosi da lunedì 23 novembre Casa Testori ha lanciato una proposta nuova: alle 21,15, in diretta facebook, ogni settimana ha raccontato due esposizioni in corso in quel periodo, con artisti e curatori. I Lunedì di Casa Testori, prevedevano anche una “perla” conclusiva: ogni settimana Federica Fracassi ha letto l’incipit di un libro di Giovanni Testori.

Tutte le puntate si possono vedere anche sul nostro canale YouTube

I lunedì di Casa Testori stagione 1

31 Video

IL PROGETTO

Casa Testori, in collaborazione con Amici della Biblioteca Villa Venino e Associazione Giovanni Testori e grazie al sostegno di Fondazione Comunitaria Nord Milano, ha proposto un progetto che unisce scienza, arte e musica a partire da un tema affascinante per ogni età: i dinosauri.
Il progetto è nato dal desiderio di un gruppo di musicisti, studiosi di neuroscienze e professori di matematica, di portare a Novate Milanese, la propria città di appartenenza, un evento volto alla riattivazione territoriale di quartiere, in particolare a sostegno della scuola in questo momento storico di fragilità.
Attraverso l’espressione artistica e il coinvolgimento associativo, il progetto si è articolato in:

IL MUSEO A SCUOLA

– Serie di lezioni di carattere teorico tenute dal paleontologo dott. Cristiano Dal Sasso e dal paleoartista Fabio Manucci
– Il potere della meraviglia: laboratori artistici e musicali per bambini;
– Il racconto sensoriale della paura e del diverso: percorso di ascolto e attività per gli studenti delle scuole elementari a cura di Ensemble Testori, realizzato a partire dal cartone animato We’re back di Steven Spielberg; Installazioni e performance sul tema del grandioso dell’artista Gosia Turzeniecka.

DINOSAURI A COLORI. Libri in mostra a Villa Venino

Mostra di libri illustrati per l’infanzia sul tema dei dinosauri tenutasi, dal 25 settembre al 2 ottobre 2021 presso Villa Venino (Novate Milanese).
La mostra ha previsto anche l’iniziativa Letture in compagnia, per la quale la Biblioteca e i volontari di Lupus in Fabula hanno tenuto un ciclo di letture. 

DINOSTORIE DI IERI E DI OGGI. Evento finale del progetto
25 Settembre 2021
Villa Venino, Novate Milanese
Casa Testori, Novate Milanese

Evento finale avente scopo di restituzione ai novatesi tutti, e non solo, del progetto Scienza, musica e arte: il mondo dei dinosauri, in dialogo con i ragazzi che hanno preso parte ai laboratori. 
L’evento ha previsto la realizzazione di laboratori per bambini tenuti dall’artista Gosia Turzeniecka presso Villa Venino, in collaborazione con l’Associazione Amici della Biblioteca.
L’artista aveva già lavorato, nel corso del passato anno scolastico, con le classi terze delle scuole primarie Italo Calvino, Don Milani e Maria Montessori di Novate Milanese.
Presso Casa Testori, Cristiano Dal Sasso, paleontologo di fama internazionale del Museo di Storia Naturale di Milano, e Fabio Manucci, paleoartista che vanta diverse collaborazioni tra cui quelle con il National Geographic, hanno guidato gli spettatori in un percorso attraverso la scienza per conoscere i dinosauri.  L’approfondimento ha riguardato il mestiere del paleontologo, il modo in cui è possibile “riportare in vita i dinosauri”, dalle ossa fossili alle riproduzioni digitali, e come ne è cambiata l’immagine e la ricostruzione nel tempo.
A seguire, si è tenuto un concerto dell’orchestra Ensemble Testori e Say Twine. Il concentro è stato occasione di incontro tra musica classica e musica elettronica, unendo così tradizione e innovazione. Il direttore musicale del progetto è il compositore, produttore e violinista solista Alessio Cavalazzi, in arte Say Twine.



DAL 18/12 NON SI GARANTISCE LA CONSEGNA ENTRO NATALE

Il 2020 è stato per la Lombardia un anno molto duro: a due riprese questo territorio si è trovato ad essere epicentro della pandemia, pagando un prezzo altissimo in termini di vite umane e di perdite economiche. Per questa ragione il Calendario 2021 progettato da Casa Testori e Associazione Giovanni Testori è dedicato al territorio nel quale siamo nati e nel quale principalmente operiamo. 
È la Lombardia così visceralmente amata da Giovanni Testori, vista con l’occhio di grandi e importanti artisti, da Umberto Boccioni fino a Christo, che hanno saputo intercettare sia la poesia che l’energia di questo territorio. I loro sguardi affascinanti offrono un giro d’orizzonte dalle montagne delle Prealpi, ai magnifici laghi fino alla grande città, Milano. Ognuno dei 12 artisti fornisce un punto di vista e di interpretazione diverso. Ma tutti testimoniano la bellezza antica e insieme così contemporanea di questa regione.
Il calendario è dunque anche un augurio perché la Lombardia possa riprendere la sua corsa nel 2021 che ci attende.

12 mesi con grandi immagini delle opere di: Umberto Boccioni, Chr​isto, Fortunato Depero, Giovanni Frangi, Renato Guttuso, Richard Hamilton, Luca Pancrazzi, Gerhard Richter, Giovanni Testori, Grazia Toderi, William Turner e Velasco Vitali

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Giovedì 29 ottobre, ore 18.30
Andrea Bianconi presenta il libro “Diario di un pre-carcerato. Ediz. illustrata” – Silvana Editoriale

Dialogano con l’autore Gianni Canova, Rettore Università IULM, Giacinto Siciliano, Direttore della casa circondariale di Milano San Vittore, Giuseppe Frangi, giornalista e curatore della Performance “Come costruire una direzione” che ha dato vita al libro.

In questo Diario Andrea Bianconi racconta, giorno dopo giorno, per quattordici giorni, le riflessioni, l’avvicinamento e la preparazione alla performance, curata da Giuseppe Frangi in collaborazione con Casa Testori tenuta il 3 aprile 2019 nel carcere di San Vittore.

Un’esperienza artistica di grande libertà espressiva che si carica di un significato profondo proprio per il suo svolgersi in una struttura di detenzione. “Ho deciso che entrerò in carcere con la libertà, la metterò al centro, sopra l’altare”, scrive l’artista in queste pagine, in cui ripercorre le idee e lo sviluppo di una performance di grande suggestione: vera protagonista dello spettacolo è l’immaginazione, un fattore intrinsecamente libero, ovvero non “carcerabile”

A seguito dell’introduzione del nuovo DPCM, non sarà possibile partecipare in presenza. vi invitiamo a seguirla sulla nostra pagina facebook.

Il libro è acquistabile anche dal nostro bookshop.

UN’OCCASIONE PER COMPRENDERSI
Cristina De La Pierre

Il Castello Gamba di Châtillon – Museo d’arte moderna e contemporanea della Valle d’Aosta, conclude la stagione espositiva del 2020 con ASSALTO AL CASTELLO. 14 artisti valdostani conquistano il Museo Gamba. La mostra è stata realizzata dall’Assessorato dei Beni culturali, Turismo, Sport e Commercio della Regione autonoma Valle d’Aosta, in collaborazione con Casa Testori, hub culturale alle porte di Milano, e curata da Davide Dall’Ombra. 
La collezione d’arte moderna e contemporanea della Regione al Castello Gamba affianca un gruppo di opere di artisti contemporanei, attivi in Valle d’Aosta, ai due nuclei principali che la costituiscono: le opere otto/novecentesche dedicate al paesaggio alpino e i capolavori dei grandi maestri italiani del Novecento. Un’occupazione, pacifica ma decisa, da parte di artisti che accettano la sfida e il confronto con importanti maestri presenti nel Museo, da Mario Schifano a Felice Casorati, da Renato Guttuso a Lucio Fontana. 
Il ruolo di un museo pubblico del contemporaneo è anche quello di farsi custode e interprete dell’espressione artistica del territorio. Non si tratta di musealizzare precocemente le espressioni dell’arte ancora in divenire, ma di dar conto della realtà in essere. Dar voce all’arte contemporanea valdostana non è solo un dovere civico, ma un’occasione unica per comprendere e per comprendersi. 

ASSALTO AL CASTELLO
Davide Dall’Ombra

Si dice spesso che non ci sono parole per esprimere certe situazioni, ma l’artista non si può tirare indietro, è condannato all’espressione, a dar voce a elementi e sentimenti del nostro vissuto, facendoci capire qualcosa di noi. Tuttavia, se c’è un aspetto che ha accumunato le rade mostre d’arte contemporanea di questo 2020 è l’intento programmatico di non fare una mostra sul Covid. L’arte di oggi, proprio perché non può fare a meno di essere espressione del tempo che vive, sa che l’unico modo che ha per farlo è non metterlo direttamente al centro. Non si tratta solo della comprensibile repulsione verso il “monotema” delle nostre conversazioni e preoccupazioni di questi mesi, ma della coscienza che aver rispetto per il dramma particolare significa coglierne il valore universale e, per far questo, occorre quel passo indietro che questi mesi ancora non ci permettono. Per parlare oggi di questo argomento bisogna eluderlo. È un po’ come avviene con le montagne o i prati in questa mostra, che si cercherebbero invano tra i soggetti scelti da questi quattordici artisti attivi in Valle d’Aosta. 
Questa mostra, in effetti, ha avuto origine nella mente degli stessi artisti che la compongono, durante il primo lockdown, per essere messa in pausa, una volta inaugurata, dal sopraggiungere del secondo. Vorrà dire che la sua funzione sarà quella di prestare il volto alla ripartenza, a una reiterata, cocciuta e indispensabile ripartenza. Quando il primo nucleo di artisti si è coagulato intorno a uno di essi, Marco Bettio, non è stato difficile costruire la squadra e proporla all’attenzione della curatrice scientifica del Castello Gamba, Viviana Maria Vallet, che, a sua volta, ha individuato in Casa Testori l’interlocutore cui affidarne la curatela. 
Fedele alla sua origine, la mostra non ha l’ambizione di fornire uno screening della produzione artistica in Valle e di individuarne le eccellenze, che pure, probabilmente, sono in gran parte incappate nella rete… Per questo si è pensato a un “assalto”: si è data voce alle istanze ed emergenze degli artisti, accettandone l’invasione, ponendosi in ascolto, ma anche cercando di premere l’acceleratore sulle potenzialità espressive di ciascuno, mettendole in rapporto con lo spazio. L’intento era quello di fare un passo oltre la semplice galleria di immagini e dar vita a quattordici interventi spaziali, che connotassero il percorso espositivo e la collezione permanete del Museo, come alcuni punti cruciali all’esterno. 

TRA LA COLLEZIONE, NELLE SALE ESPOSITIVE E ALL’ESTERNO

Non si tratta di una galleria di immagini, ma di 14 interventi spaziali inediti sparsi nel percorso espositivo, nella collezione e all’esterno: dalla pittura al video, dalla scultura all’installazione.
Dopo l’avvio con l’opera di Jean-Claude Oberto, che dà conto di questo contesto d’incertezza che persiste, quattro interventi segnano le stanze della raccolta permanente: sono le opere di Patrick Passuello (Sala 1), Massimo Sacchetti (Sala 2), Pasqualino Fracasso (Sale 4, 5, 7, 11 e 13) e Barbara Tutino (Sala 10).
Usciti dalle stanze della collezione, ad accompagnarci sulla scala fino a questo punto sono state le carte di Marco Jaccond e, qui a sinistra, la “sala di consultazione” ospita l’intervento di Andrea Carlotto. Alle nostre spalle, si snoda il consueto spazio espositivo del Castello, con le opere di Giuliana Cunéaz e Chicco Margaroli; a presidiare il mezzanino è la pittura di Marco Bettio e Sarah Ledda, mentre spetta a Riccardo Mantelli invadere interamente l’altana. 
Ma la mostra non si conclude davanti allo straordinario paesaggio sulla Valle. Due artisti hanno occupato anche l’esterno. Nella grande fontana l’opera di Daniele De Giorgis e, nel portico sulla facciata principale del Castello, lì a pochi passi, occupano la loggia sopra lo scalone le sculture di Marina Torchio.

UN CATALOGO E DUE FOTOGRAFI

Il carattere allestitivo della mostra e il protagonismo degli artisti hanno determinato la scelta di dar vita, da una parte, a un catalogo con fotografie delle opere installate, affidate ad Alessandro Zambianchi e, dall’altra, di raccogliere una galleria di ritratti fotografici degli artisti in mostra, realizzati da Giorgio Olivero.

Andrea Bianconi
Chiampo
25 Ottobre 2020

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A Chiampo la poltrona d’artista Sit Down To Have An Idea dell’artista Andrea Bianconi ha riqualificato l’area del campanile di Chiampo, generando un “nuovo punto di vista”.
L’opera, in data 25 ottobre 2020, è stata collocata permanentemente nella piazza di Chiampo, alla presenza del sindaco della città, dei sindaci dell’Alta Valle, dell’artista e degli atleti della Durona Team. L’evento ha inoltre contribuito alla raccolta fondi a favore della Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica.

Riqualificare un’area abbandonata di una città partendo dall’installazione di un’opera d’arte che dà vita a “un nuovo punto di vista”. La poltrona Sit Down To Have An Idea di Andrea Bianconi è diventata il simbolo della rinascita dell’area del Campanile del comune di Chiampo (Vicenza). Domenica 25 ottobre 2020 la poltrona è stata portata dagli atleti della Durona Team sotto l’area del Campanile e qui installata in modo permanente. 

«Questa poltrona ha assunto un significato di rinascita per un’area prima degradata. Il sindaco di Chiampo ha voluto riqualificarla partendo dalla cultura, assegnando alla poltrona un luogo che diventa un nuovo “punto di vista” della città, un luogo da cui guardare in modo diverso, attraverso una nuova prospettiva». L’operazione è nata grazie a un passaggio di testimone dei protagonisti: nel luglio 2020 Andrea Bianconi ha donato agli atleti della Durona Team una poltrona per ringraziarli di aver portato sul Monte Carega la poltrona poi destinata e collocata in modo permanente al Rifugio Fraccaroli. Gli atleti, a loro volta, hanno donato la poltrona al sindaco di Chiampo e ora, il sindaco dona la poltrona all’intera città, elevandola a simbolo di rinascita di un’area recuperata dal degrado e riaperta a un nuovo percorso di visita, di scoperta, di riflessione. 
«Il prezioso dono della Durona Team al comune di Chiampo ci offrirà la possibilità di riqualificare un luogo significativo e di donare alla città una nuova terrazza e un nuovo punto di osservazione» afferma Matteo Macilotti, sindaco di Chiampo. «L’arte ha questo grandissimo potere, dare nuovo senso e nuove identità a luoghi dimenticati. Ringrazio di cuore la Durona Team e l’artista Andrea Bianconi per questo splendido dono fatto non solo alla comunità di Chiampo, ma a tutta la vallata del Chiampo». «In uno stato di incertezza come quello attuale» afferma Bianconi «riconsegnare ai cittadini questo luogo nella sua bellezza offre l’occasione di riflettere sul futuro, di avere nuove idee di fronte a una situazione in cui siamo disarmati. La riflessione, le idee e la bellezza ci aiutano ad andare avanti e a investire nelle persone e nel nostro territorio, affinché ci sia sempre una nuova prospettiva e un nuovo punto di vista». Il progetto Sit Down To Have An Idea, realizzato in collaborazione con Casa Testori e Fondazione Coppola, porta con sé il messaggio di tutela dell’ambiente, della necessità di vivere in armonia e nel rispetto del pianeta. 

Sit Down To Have An Idea a favore di Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica 

Sit Down To Have An Idea è anche un progetto umanitario: a Chiampo ha avuto luogo la campagna di sensibilizzazione a sostegno della ricerca promossa da Fondazione Ricerca Fibrosi Cistica (FFC), il principale ente di ricerca in Italia sulla fibrosi cistica, la malattia genetica grave più diffusa nel nostro Paese, con un’aspettativa di vita media per i malati che supera di poco i 40 anni.I volontari della rete FFC erano presenti con speciali postazioni per offrire, in cambio di una donazione, le bandane personalizzate dall’artista con la scritta Sit Down to Have an Idea, il cui ricavato sarà interamente devoluto alla Fondazione.

A questo link sono disponibili le bandane Sitdowntohaveanidea di Andrea Bianconi, in edizione limitata:https://regalisolidali.mondoffc.it/prodotto/bandane-dartista-di-andrea-bianconi/

UFFICIO STAMPA ANDREA BIANCONI                       
Maria Grazia Vernuccio
 mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it
mob. +39 3351282864
andreabianconi.com

Responsabile Comunicazione FFC
Valeria Merighi
valeria.merighi@fibrosicisticaricerca.it
mob. +39 347 9389704
fibrosicisticaricerca.it

LA REALTÀ È UN PUNTO DI PARTENZA
Giulia Zorzi

Nella realizzazione di questo progetto espositivo mi sono misurata anzitutto con il luogo: una casa, non più abitata, svuotata nelle sale che questa mostra occupa. Mi sono mossa lungo una linea di relazione sottile tra spazio pubblico e storia privata, nella ricerca di un dialogo con gli ambienti, la storia della casa e delle persone che l’hanno vissuta negli anni. Inoltre, mi sono confrontata con gli interventi preesistenti di altri artisti che hanno lasciato tracce che si sono andate stratificando, modificando la fisionomia originale. 
Basta amare la realtà, sempre, in tutti i modi, anche nel modo precipitoso e approssimativo che è stato il mio. Ma amarla. Per il resto non ci sono precetti”, scrisse il padrone di casa Giovanni Testori. La realtà e l’immaginario delle proprie storie familiari e personali è ciò che Fatima Bianchi e Ilaria Turba rileggono in un gioco di trasformazione e magia, coinvolgendo l’osservatore e rendendo universale il ricordo privato. 
Nello spazio di Casa Testori il dialogo tra loro parte idealmente dai lati opposti della casa e ha la struttura di un brano musicale: i lati esterni sono le strofe principali, lo spazio delle scale è l’introduzione, le sale sono variazioni sul tema. 

[…]

[Il titolo] è una parola che ci siamo inventate. Ci ricordava un tessuto vivo, che cresce e si sviluppa. Da una storia, molte storie in una parola che voleva essere breve e suonare bene, come dovrebbe suonare una canzone. Meristà è il titolo della nostra canzone. 

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Padiglione Gilda:
Capienza: 50 persone
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DE-ANIMAZIONE: UN INDICE ZOMBIE DELLA DIMENTICANZA 
Leora Maltz-Leca 

Che aspetto ha la dimenticanza? Come possiamo dipingere lo svanire dei ricordi o rendere filmicamente il modo in cui le verità di ieri sono relegate in secondo piano – o deliberatamente cancellate – dai violenti attacchi del presente? Com’è possibile esprimere visivamente il recedere della storia o, ancor meglio, come facciamo ad afferrare la coda del passato mentre la marea lo trascina via? Per l’artista italiano Andrea Mastrovito una possibilità risiede nel pallore spettrale della vernice bianca, un fluido gocciolante e strisciante che filtra sotto le porte e che scorre rapidamente attraverso la pellicola annientando, cancellando e nascondendo. In I Am Not Legendsecondo film di un’ambiziosa trilogia che ha esordito a New York nel 2017 con NYsferatu, sbianchetta le figure degli zombie contenute nel film horror di George Romero del 1968 La notte dei morti viventi (Night of the Living Dead), a sua volta basato sul romanzo post-apocalittico di Richard Matheson del 1954 Io sono Leggenda (I am Legend), che fornisce il titolo, ribaltato, per la versione di Mastrovito. Per produrre I Am Not Legend, l’artista ha impiegato un processo incredibilmente laborioso che lo ha visto stampare, dipingere a mano, scansionare e rifilmare quasi centomila fotogrammi per ricomporre un’animazione di ottanta minuti del classico di Romero. Questa procedura così laboriosa ha permesso di creare una visione metaforica stratificata dell’assenza, un prosciugamento della mente dalla materia, da cui egli poi procede ulteriormente per trasformare l’umano in un oggetto, suggerendo così che il suo metodo di animazione sia in realtà una de-animazione. Il processo di animazione agisce contro se stesso o, come ci dice il titolo, in senso ribaltato: perché se l’animazione prometteva tradizionalmente di trasformare dei pupazzi in persone attraverso un espediente tecnologico-magico che riproduceva la vivida apparenza della vita, Io non sono leggenda, invece, riflette sulla trasformazione delle persone in pupazzi attraverso un rapporto chiaramente disincantato con la tecnologia. 

Continua all’interno del catalogo 

L’OPERA

I Am Not Legend è un film di Andrea Mastrovito della durata di 1h12’. Il lavoro è stato realizzato stampando in dimensione A4 tutti i fotogrammi de Night of the Living Dead (1968) di George Romero e intervenendo su ogni foglio con la pittura bianca al fine di cancellare la presenza degli zombie dal film originale. Ottenute oltre 100.000 tavole, sono state in seguito digitalizzate e rimontate seguendo la nuova sceneggiatura creata dall’artista che ha utilizzato migliaia di citazioni tratte da un centinaio di celebri film, romanzi e canzoni. A completare l’opera, la colonna sonora originale è realizzata da Matthew Nolan e Stephen Shannon, con il contributo per le musiche di apertura e chiusura di Maurizio Guarini, autore, insieme ai Goblin, delle musiche originali dei film Profondo Rosso (1975), Suspiria (1977) e L’Alba dei Morti Viventi (1978).

LA MOSTRA

Io Non Sono Leggenda
Palazzo Fabroni, Pistoia
26 settembre 2020 – 9 maggio 2021

La personale Io Non Sono Leggenda intende contestualizzare, presso la sede di Palazzo Fabroni, il lancio del film all’interno di un percorso che possa essere una fotografia della ricerca che Andrea Mastrovito ha condotto negli ultimi anni, intorno alla figura dell’antieroe. La mostra occupa tutte le stanze del museo adibite alle mostre temporanee, per ripercorrere, non solo la genesi dell’opera donata al museo – tavole originali, fonti d’ispirazione e processo creativo – ma anche alcuni dei passaggi più significativi degli ultimi anni dell’artista: dal film precedente, NYsferatu, completamente affidato alla tecnica del disegno; agli intarsi, lavori allegorici che hanno avuto grande successo a Lione in occasione della Biennale; alle vetrate, disegni su composizioni colorate di righelli, fino ai libri ritagliati e ai collage.

IL TOUR

L’opera ha previsto la realizzazione di una sola copia, destinata a Palazzo Fabroni, oltre a un’exhibition copy utilizzata per il tour mondiale in diverse sedi museali e centri culturali internazionali.
Dopo la proiezione del trailer dell’opera a Lione, il 15 agosto 2020 I Am Not Legend è stato presentato in anteprima a New York, presso Magazzino Italian Art a Cold Spring.
Il 25 settembre 2020 si è tenuta a Pistoia la prima ufficiale, in occasione dell’apertura della mostra Io Non Sono Leggenda. Dopodiché l’opera ha circolato a livello internazionale, proiettata al MUDAM del Lussemburgo, al Belvedere 21 di Vienna, agli Istituti Italiani di Cultura di TorontoNew York e Pretoria e al Laznia Center di Danzica.

IL LIBRO

In occasione della mostra è stato realizzato un volume bilingue interamente dedicato all’opera I Am Not Legend. Ideato dall’artista Maria Tassi, il libro permette di ripercorrere il flusso narrativo del film attraverso la chiave figurativa del fotoromanzo. Con saggi di Leora Maltz-LecaStefano LeonforteStefano Raimondi e una presentazione delle opere in mostra del curatore Davide Dall’Ombra
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Progetto realizzato grazie al sostegno dell’Italian Council (6. Edizione, 2019), programma di promozione di arte contemporanea italiana nel mondo della Direzione Generale Creatività Contemporanea per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo.

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