Nella stanza di fronte, Onomanzia torna ancora una volta a riflettere su ciò che accade prima della nascita. Perché viene scelto un nome e cosa rappresenta, che significato ha nella vita di ognuno di noi? Onomanzia è un viaggio autobiografico che porta l’autrice fino in Palestina, passando per Lisbona e Marsiglia. Fatima racchiude identità, culture, simboli e storie differenti: è legata al culto cristiano della Madonna di Fatima ma anche devozione per l’ultima, e prediletta, figlia del Profeta Maometto. 

Procedendo dal salone sulla destra incontriamo Santa Selva, video realizzato per questa esposizione da Fatima Bianchi: in una sera d’estate ha proiettato le immagini dell’archivio privato della famiglia Testori sulle piante del giardino e sulle pareti della casa, accendendo poi fumogeni colorati. Per un breve istante i volti sembrano prendere vita, come evocati da un rito magico. Poi, altrettanto rapidamente, scompaiono, soffiati via dal vento. La teatralità della scena amplifica il potere affettivo delle immagini, mentre i fumogeni evidenziano dettagli, senza restituire mai le figure per intero. 

L’intervento sull’archivio della famiglia Testori viene ripreso da Ilaria Turba con l’esposizione, al primo piano, del Kaleidoscope[1] che riflette, moltiplicate, le immagini. Il caleidoscopio è anch’esso protagonista di uno degli “atti” di JEST; il pubblico è invitato a sperimentare questo dispositivo visivo utilizzando una nostra selezione di fotografie dall’archivio privato della famiglia Testori. Nella stessa sala è esposta l’immagine di un gruppo familiare in barca, con il suo ingannevole doppio speculare.


[1]  Lo stesso caleidoscopio compare anche nella fotografia creata appositamente per il manifesto della mostra, dove accoglie un fermo immagine da L’Ouvert.

Puntata 4, lunedì 14 dicembre ore 21.15

-ore 21.15: “LA RIVOLUZIONE SIAMO NOI. Collezionismo italiano contemporaneo”, con Alberto Fiz, curatore della mostra , Tullio Leggeri, collezionista e Massimo Toscani, presidente della Fondazione di Piacenza e Vigevano 

-ore 21.35: “Ritorno in Galleria del Ritratto di Signora di Gustav Klimt“, con Elena Pontiggia e Massimo Ferrari, presidente della Galleria d’Arte Moderna Ricci Oddi.

-ore 22.00: Incipit Testori: Federica Fracassi legge l’inizio dell’ Ambleto.

di Nina Carini
Performance (virtual room)
Dal 15 dicembre 2020 dalle ore 12.00 al 16 dicembre alle ore 12.00

Casa Testori e Casa degli Artisti ospiteranno a partire dalle ore 12.00 del 15 dicembre 2020 For 24h CALL ME POET! Let’s meet on the horizon di Nina Carini, performance di ventiquattro ore accessibile tramite piattaforma virtuale, in cui l’artista accoglierà esponenti del mondo della cultura e delle arti chiamati a leggere poesie.

Parola e suono, poesia e musica, pensiero e bellezza: è una chiamata alle arti quella che l’artista Nina Carini metterà in scena il 15 dicembre 2020, una performance non stop di ventiquattro ore per creare un incontro (virtuale) che possa portare una sensazione di unione e lasciare una traccia di bellezza nel nostro pensiero. For 24h CALL ME POET! Let’s meet on the horizon è una performance di 24 ore in cui Nina Carini chiama persone del mondo della cultura (tutte le arti sono invitate a partecipare) a intervenire leggendo poesie. La chiamata parte da due luoghi in cui l’arte predomina su tutto perché, afferma l’artista “c’era bisogno di luoghi intimi che facessero da contenitore e due istituzioni hanno accettato di ospitarmi: Casa Testori e Casa degli Artisti. Io sarò fisicamente a Casa Testori di giorno e a Casa degli Artisti di notte, ma una piattaforma virtuale permetterà l’incontro e il contatto con il mondo esterno. 24h è un giorno, è il momento che stiamo vivendo, il nostro presente e non deve sfuggirci. L’incontro vuole diventare un segno all’interno di questo caotico presente, come una virgola all’interno di un testo”.

Intellettuali, poeti, filosofi, artisti di ogni campo ma anche il pubblico sono invitati a partecipare per manifestare il proprio stato d’animo in questo momento straordinario della nostra esistenza. “Ogni ospite, scegliendo la poesia da leggere, condividerà il suo pensiero emotivo – sottolinea Nina Carini – La poesia è una forma d’arte che trasporta altrove e parla d’infinito. Ecco perché l’accenno all’idea di orizzonte nel titolo. Nelle nostre case è mancata e manca tutt’ora l’immagine di questa linea senza fine, ma la natura dell’uomo è in rapporto con l’infinito, perché il finito non basta e oggi più che mai spaventa”.

L’idea si forma dalla lettura di una poesia di W. Szymborskadal titolo Disattenzione, che in alcuni versi recita:

A scandire i versi e le voci dei partecipanti ci saranno Luca Maria Baldini e Alessandro Sambini, due bravissimi sound designers che per l’occasione proporranno musica inedita appositamente prodotta. Un flusso di suoni e parole, versi e silenzio per segnare 24 ore di un giorno in un anno in cui il pensiero di ognuno si collega a quello di tutti per incontrarsi e riflettere attraverso le parole che ciascuno sceglierà di condividere con gli altri.

La performance inizierà il giorno 15 dicembre alle ore 12.00 a Casa Testori e finirà alle ore 12.00 del giorno 16 dicembre a Casa degli Artisti.

Per partecipare inviare una mail a info@for24hcallmepoet.com
Info: www.for24hcallmepoet.com

Uffici Stampa 

Casa Testori: Maria Grazia Vernuccio, Tel. 335.1282864 mariagrazia.vernuccio@mgvcommunication.it

Casa degli Artisti: Silvia Cataudella, silvia@paolamanfredi.com

Nina Carini – bio
Nina Carini nasce a Palermo nel 1984. Ha frequentato l’Accademia Cignaroli di Verona, dove ha conseguito la laurea triennale e quindi l’Ecole nationale supérieure des beaux-arts de Lyon e l’Accademia di Brera di Milano, dove ha ottenuto la laurea specialistica.
Ha mosso i suoi primi passi in ambito pittorico, per superare rapidamente la specificità dei singoli linguaggi e per reinventare il senso e lo scopo del medium, che di volta in volta ha utilizzato. Le sue non sono forme fisse nel tempo, chiuse in se stesse, varcano, anzi, i propri limiti. La sua ricerca oggi trova un particolare sviluppo nella performance e nel video. Le performance sono per lei forme d’indagine sperimentali, perché rappresentano la forma con cui tenta di dare risposta ai quesiti esistenziali che l’assillano.

Puntata 3, lunedì 7 dicembre eccezionalmente alle 18.30

-ore 18.30: Incancellabile vittoria, Brescia. Con l’artista Emilio Isgrò e il curatore Marco Bazzini

-ore 19.00: Extraordinario, Marghera. Con i promotori Daniele Capra e Nico Covre con due degli artisti protagonisti del progetto, Adelisa Selimbašić e Giulio Malinverni.

-ore 19.20: Incipit Testori. Federica Fracassi legge l’inizio della Maria Brasca.

Gli atti di JEST sono degli oggetti, delle installazioni e delle performance che l’artista Ilaria Turba ha creato per condividere con il pubblico l’esperienza di ricerca artistica nata dall’esplorazione del proprio archivio di famiglia. 

Presentiamo qui in anteprima 3 atti di JEST esposti nella mostra Meristà.

ATTO#3 TEMPESTA
Due immagini di due tempeste differenti, composte ciascuna da 200 frammenti rettangolari, sono sovrapposte. Durante il tempo della mostra le due immagini si dissolvono l’una nell’altra. I frammenti cadono a terra come portati via dal vento, in sottofondo il suono di una tempesta dall’artista Alessandro Bosetti. Al termine della mostra tutti i frammenti saranno caduti a terra, lasciando la parete bianca.


Di fronte all’installazione un’ampolla riflette l’immagine al contrario, alludendo all’immagine che si forma nella retina e alla piccola storia di ciascuno di noi che si riflette nella grande storia di tutti. 


ATTO#4 KALEIDOSCOPE 
Il Kaleidoscope è un dispositivo di visione con due postazioni.  Il pubblico può inserire in questo grande caleidoscopio una fotografia e giocare con le riflessioni multiple che formano una nuova immagine. L’artista ha voluto installare questo dispositivo al primo piano di Casa Testori, dove si trovano la biblioteca d’arte e l’archivio del padrone di casa, mettendo a disposizione del visitatore una selezione d’immagini tratte dall’archivio della famiglia Testori.


ATTO #6 Lady T
Lady T è una macchina gira taumatropio, parola di origine greca che significa « girare delle meraviglie ». Il taumatropio è un gioco di epoca vittoriana ed è considerato l’antenato dell’animazione.


Girando la manovella di Lady T due immagini differenti e complementari si fondono, creando una terza immagine « impossibile » . Un gioco ottico che ha origine grazie alla persistenza della visione sulla retina.

Puntata 2, lunedì 30 novembre
-ore 21:15: Lo spettro di Malthus al Maga di Gallarate con l’artista Marzia Migliora, il curatore Matteo LucchettiEmma Zanella direttrice del museo e Alessandro Castiglioni, senior curator del museo.

-ore 21.35: Io Non Sono Leggenda con il curatore Davide Dall’Ombra, l’artista Andrea Mastrovito e Elena Testaferrata, responsabile di Palazzo Fabroni Arti Visive e Contemporeanee di Pistoia.

-22:00: Incipit Testori: Federica Fracassi legge l’inizio del Dio di Roserio

Casa Testori partecipa alla Giornata del Contemporaneo promossa da AMACIAssociazione dei Musei d’Arte Contemporanea Italiani con il rinnovato sostegno della Direzione Generale Creatività Contemporanea del MiBACT e la collaborazione con il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale. Sabato 5 dicembre dalla home page del sito di Casa Testori si potrà assistere a due eventi di approfondimento tratti dalla mostra “Meristà” curata da Giulia Zorzi, in corso nella dimora di Novate Milanese (che sarà possibile visitare nuovamente alla riapertura dei musei). I due progetti sono: L’Ouvert di Fatima Bianchi e Jest di Ilaria Turba, progetti che rispondono pienamente al tema della “community” a cui l’AMACI ha chiesto di far riferimento per questa edizione, oltre alla possibilità di essere fruibile anche sullo spazio digitale.

In collaborazione con FilmmakerFest 2020 – Festival Internazionale del Cinema – e Micamera, il film L’Ouvert di Fatima Bianchi sarà disponibile sulla piattaforma MyMovies. Nel film, l’opera più recente dell’artista, un gruppo di donne racconta la propria esperienza del parto evocato attraverso la memoria del corpo e il rito di passaggio rappresentato simbolicamente dall’apertura. Il corpo, la memoria e il racconto rimandano a un senso più profondo: il desiderio dell’essere umano di far parte di uno spazio infinito, assoluto. Una dimensione che trascende il tempo, in cui vita e morte si compenetrano. Come anche per gli altri suoi film (tra cui Notturno, presentato alla Biennale del Cinema di Venezia nel 2016 o Tyndall, già proiettato anche a Casa Testori) Fatima usa l’arte come risposta allo sviluppo naturale dei fatti della vita e L’Ouvert inizia a prendere forma con la sua gravidanza. Fatima si rifà ai racconti dell’antropologo James George Frazer (Il ramo d’oro. Studio sulla magia e la religione, 1915) e alle tradizioni popolari italiane e spagnole. Fin dalle prime scene una donna (che sussurra parole in una lingua straniera – sembra una lingua magica, in realtà è, non casualmente, spagnolo) apre porte, cassetti, mobili, oggetti. La nascita diventa uno stato mentale, qualcosa che apre all’altro e a infinite possibilità: è vissuta da una persona, ma appartiene a tutti. Non è maschile né femminile. Mentre le voci raccontano e si alternano a suoni, sullo schermo appaiono a intermittenza i rayogrammi degli oggetti: fotografie nate dal contatto diretto con la carta. 

Clicca sull’immagine per andare alla proiezione


JEST di Ilaria Turba, rappresentato da una selezione di Atti (Oggetti, performance e installazioni), è l’altro progetto selezionato per la Giornata del Contemporaneo di Casa Testori. JEST (che significa scherzo) è un corpo di lavoro che nasce dall’esplorazione dell’archivio fotografico della famiglia dell’autrice: cinque generazioni di immagini dal 1870 a oggi che Ilaria manipola e usa come punto di partenza per una ricerca visiva che si intreccia con altre discipline e altri media, assumendo forme diverse: oggetto, performance, dispositivo visivo… Un progetto istrionico che si trasforma e vive nello scambio attivo con lo spettatore e il contesto. Le fotografie originali sono spunti creativi, simili a porte magiche che aprono a mondi nuovi. JEST srotola le storie segrete a partire da due oggetti in relazione: una macchina da scrivere e un ventaglio mentre le opere attorno aprono scenari paralleli, invitando a osservare con attenzione alla ricerca di dettagli, corrispondenze e storie. 

Clicca sull’immagine per scoprire gli Atti di JEST

Manifestazione promossa da
AMACI

Con il sostegno della
Direzione Generale Creatività Contemporanea del MiBACT

In collaborazione con il
Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale

Puntata 1, lunedì 23 novembre:
-ore 21.15: Meristà con la curatrice Giulia Zorzi, e le artiste Fatima Bianchi e Ilaria Turba.

– ore 21.40: Velasco Vitali, che ha esposto il ciclo Goldwatch negli spazi di Assab One: con lui Elena Quarestani, fondatrice dello spazio.

-ore 22.00: Incipit TestoriIl Fabbricone, Federica Fracassi legge la prima pagina del romanzo.

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