LABORATORIO CREATIVO-ESPRESSIVO CON L’ACQUERELLO 

A partire dall’osservazione dei tramonti e dalle opere “quasi astratte” dipinte da Giovanni Testori, i bambini e le bambine comporranno, un pezzo alla volta, un grande cielo collettivo, per poi realizzarne, con acquerelli e materiali diversi, uno personale. Ogni cielo racconterà le loro emozioni. 

IL PARCO DELLA BALOSSA. PROGETTO #ILPARCOFACULTURA  

Un percorso didattico multisensoriale per ragionare insieme su ciò che si vede (forme, colori, ecc.), ciò che si sente (rumori, odori, ecc.), ciò che possiamo toccare e con quali parole possiamo raccontare queste esperienze.  

LABORATORIO CREATIVO-ESPRESSIVO CON L’ACQUERELLO 

A partire dall’osservazione dei tramonti e dalle opere “quasi astratte” dipinte da Giovanni Testori, i bambini e le bambine comporranno, un pezzo alla volta, un grande cielo collettivo, per poi realizzarne, con acquerelli e materiali diversi, uno personale. Ogni cielo racconterà le loro emozioni. 

LABORATORIO DI SPERIMENTAZIONE SUL CORPO, IL MOVIMENTO, LO SPAZIO 

Un percorso performativo sullo schema corporeo basato sulle opere pittoriche di Testori. I bambini e le bambine esploreranno le pose dei dipinti raffiguranti I Pugili, imitando emozioni e movimenti, per poi ricalcare e ritagliare la propria sagoma corporea su carta e colorarla come farebbe l’artista. 

LABORATORIO DI SPERIMENTAZIONE SUL COLORE CON L’ACQUERELLO O IL PONGO 

Nel laboratorio i bambini e le bambine sperimentano le possibilità espressive del colore attraverso l’uso dell’acquerello o del pongo, ispirandosi ai dipinti I Pugili di Giovanni Testori. A partire da sagome a loro fornite si concentreranno nella scelta comunicativa del colore e sulla realizzazione cromatica e materica. 

LABORATORIO DI SPERIMENTAZIONE SUL COLORE CON LA TEMPERA 

Un laboratorio sul colore ispirato ai dipinti di Giovanni Testori, dove i bambini e le bambine esplorano il colore come materiale e come significato. Dipingeranno sagome ispirate a I Pugili di Testori utilizzando spugne e sfere imbevute di tempera per creare una vera e propria esplosione di colore. 

Il giardino di Casa Testori e il Parco della Balossa sono i luoghi ideali per avvicinare bambini e bambine al tema della natura attraverso sperimentazioni sensoriali e artistiche. 


SCOPRI I LABORATORI:

LABORATORIO DI SPERIMENTAZIONE SUL COLORE CON L’ACQUERELLO O IL PONGO

Nel laboratorio i bambini e le bambine sperimentano le possibilità espressive del colore attraverso l’uso dell’acquerello o del pongo, ispirandosi ai dipinti I Pugili di Giovanni Testori. A partire da sagome a loro fornite si concentreranno nella scelta comunicativa del colore e sulla realizzazione cromatica e materica.

PERCORSO DI SCRITTURA CREATIVA E SPERIMENTAZIONE SULLA POESIA

A scuola siamo abituati a fare la parafrasi delle poesie, traducendole in prosa.  Ma sapresti fare il percorso inverso e tramutare una prosa in poesia? Dopo aver letto dei brani tratti dagli scritti di Giovanni Testori e riferiti ad alcune opere d’arte, lavoriamo insieme e trasformiamoli in opera poetica, sperimentando ritmo e rime e imparando le regole di questo genere.

In fondo al giardino si trova la scultura di Olimpia Zagnoli realizzata in occasione della mostra: TicTig

La pagina di Bonvesin dedicata ai frutti di cui era ricca Milano è una pagina esuberante di sapori e di colori.
«I verdeggianti frutteti… Sono spessissimo ricchi di ottimi frutti quasi di ogni genere, che offrono al gusto dell’uomo il piacere di un buon sapore».Bonvesin, come sua abitudine, è preciso e dettagliato. Dice che le «prugne, bianche, rossicce, gialle e damaschine»vengono prodotte in «abbondanza quasi sterminata». Poi assicura che anche «pere e mele estive appaiono in sovrabbondanza». Per le mele poi specifica che Milano è ricca anche dei «pomi invernali», dei «pomi cotogni»e dei «pomi granati, buoni in particolare per coloro che sono ammalati»(una pianta di melograni era presente anche nel giardino di Casa Testori).
L’elenco prosegue citando i «fichi che vengono chiamati fioroni»; «le nocciole domestiche, poi le corniole, più adatte alle donne». E poi persino le mandorle («benché poche», scrive Bonvesin). Bellissime sono in particolare le righe dedicate alle noci.
«Noci in abbondanza incredibile, che i cittadini, cui questo piace, usano mangiare per l’intero corso dell’anno alla fine di ogni pasto. Le triturano anche e le impastano con uova e cacio e pepe, facendone un ripieno per le carni della stagione invernale. Dalle noci ricavano pure l’olio, che da noi viene usato largamente».

 

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