Il rapporto tra colore e forma è la base della ricerca di Giulio Zanet, che declina la pratica pittorica trasformando sempre più spazi e supporti nella sua tela, anche quando non utilizza acrilico e pennello per realizzare un dipinto. In questo caso, l’artista è partito da un elemento strutturale imprescindibile del paesaggio di Edolo, il Ponte Alto in pietra a sesto ribassato che attraversa l’Oglio, per creare una cascata in cui le cromie hanno la fluidità dell’acqua che scorre a poca distanza. La sinuosità delle forme delineate da Zanet in modo istintivo potrebbe, infatti, essere stata ispirata dal percorso del fiume, parzialmente celato alla vista dalla sua installazione che crea un nuovo paesaggio.
Blocchi di argilla colorata emergono dall’Oglio. Cunei contro la corrente si stagliano immobili nel fiume, che non riescono a fermare. L’acqua incessante ne erode senza sosta la superficie, trascina con sé frammenti di terra. Diluisce il colore, che scende a valle facendo perdere le proprie tracce, fino a non distinguersi più tra i flutti.
Sono archetipi cervanteschi, originati dall’osservazione della progressiva cancellazione di ogni memoria, di ogni segno del tempo, di ogni bruttura. Qualunque cosa sia successa, qualunque storia vi sia svolta, le case sono rintonacate, i calcinacci rimossi. Una mano di colore, per dimenticare il passato.
Mater Strangosciàs è l’ultimo dei Tre Lai, opera che Testori scrisse poco prima di morire: “Strangosciàs”, cioè strangosciata, come si legge nell’iscrizione della Cappella della Strage al Sacro Monte di Varallo. È il lamento della Madonna davanti al figlio morto. Era stato Sandro Lombardi a portare in scena questo testo nel 1998, con la regia di Federico Tiezzi. Un testo che è, come lui stesso ha detto, «un inno d’amore sfrenato alla vita». In occasione della Pasqua 2020 Lombardi ha ripreso tra le mani il testo con l’idea, come lui stesso spiega, di riportarlo in scena in un prossimo futuro. Lo ringraziamo infinitamente di questa ripresa, che in realtà ci auguriamo tutti sia un’anteprima.
Potete ascoltare qui il primo brano letto da Lombardi. Gli altri tre brani li trovate sul canale YouTube di Casa Testori: sono un accompagnamento a questa strana Settimana santa, fino al giorno di Pasqua, il giorno della grande “resurreziun”.
Anci… nuovo giorno nuovo viaggio ?
Papà, costruiamo un razzo , il razzo dell’universo , e poi voglio andare nello spazio intero .
Ma quanto grande le chiedo.
Un razzo che posso guidare mi risponde .
Questa volta ci siamo emozionati.
Andrea Bianconi
Anci … oggi dove mi porti ?
Andiamo al Polo Nord, mi risponde, a fare visita a Babbo Natale , a parlare un po’ con lui e a regalare carotine alle sue renne.
Anci … e’ aprile, le dico.
mi risponde… andiamo a trovarlo, fidati di me.
Nel nostro viaggio abbiamo incontrato tantissimi cuori.
Andrea Bianconi
Anci …
Papà…, oggi ho una voglia fortissima di Luna Park, con la giostra delle tazze, penso che anche tu vuoi. Vero ?
Si Anci lo voglio anche io.
Papà’… sai perché , perché quando sali nelle tazze sei come le farfalle, vai un po’ di qua e un po’ di la’ e poi ci mettiamo anche delle montagne russe così andiamo anche su e giù.
Andrea Bianconi
Anci… oggi ?
Papà’ oggi voglio andare al mare , ma dentro al mare, sotto… dentro l’acqua, mi risponde.
Ma quanto sotto e quanto dentro, le chiedo.
Mi risponde: sottissimo, voglio vedere cosa vede l’acqua, l’acqua e’ riflesso dei pesci e questa storia dell’acqua la facciamo perché tutti i tipi di pesci non possono vivere senza l’acqua. E così facciamo l’oceano.
Andrea Bianconi
Anci , il nostro viaggio continua …
Papà voglio andare a vedere dove nasce la pioggia . Le chiedo … dove?
Mi risponde : andiamo nella savana ad incontrare tutti gli animali , loro sanno.
Le rispondo : partiamo e andiamo a salutare l’elefante.
Il nostro viaggio continua ed e’ incredibile vedere come il punto di viste delle cose può portarci in posti incredibili.
Andrea Bianconi
“Anci – così chiamo mia figlia – dove andiamo oggi?”
Mi risponde … “voglio fare il giro del mondo”.
“Da dove partiamo” le chiedo.
“Da Vicenza – mi risponde – dallo scivolo del parco giochi e poi andiamo a trovare il sole con tutte le nuvole.
E poi andiamo a salutare tutti gli abitanti delle nuvole”.
Abbiamo lavorato tre giorni, disegnando, tagliando, costruendo nuvole e ho scoperto che una nuvola può essere un lago per un’oca ed anche per una pecora.
Continueremo questo viaggio alla scoperta di altri mondi per incontrare il sole.
Andrea Bianconi





