Il rapporto tra colore e forma è la base della ricerca di Giulio Zanet, che declina la pratica pittorica trasformando sempre più spazi e supporti nella sua tela, anche quando non utilizza acrilico e pennello per realizzare un dipinto. In questo caso, l’artista è partito da un elemento strutturale imprescindibile del paesaggio di Edolo, il Ponte Alto in pietra a sesto ribassato che attraversa l’Oglio, per creare una cascata in cui le cromie hanno la fluidità dell’acqua che scorre a poca distanza. La sinuosità delle forme delineate da Zanet in modo istintivo potrebbe, infatti, essere stata ispirata dal percorso del fiume, parzialmente celato alla vista dalla sua installazione che crea un nuovo paesaggio.

Blocchi di argilla colorata emergono dall’Oglio. Cunei contro la corrente si stagliano immobili nel fiume, che non riescono a fermare. L’acqua incessante ne erode senza sosta la superficie, trascina con sé frammenti di terra. Diluisce il colore, che scende a valle facendo perdere le proprie tracce, fino a non distinguersi più tra i flutti. 


Sono archetipi cervanteschi, originati dall’osservazione della progressiva cancellazione di ogni memoria, di ogni segno del tempo, di ogni bruttura. Qualunque cosa sia successa, qualunque storia vi sia svolta, le case sono rintonacate, i calcinacci rimossi. Una mano di colore, per dimenticare il passato.

CONTEXTO 2016
Giuseppe Frangi

La strada che sale ad Edolo è strada densa di luoghi cari a Giovanni Testori. Si inizia dal trittico romaniniano di Pisogne, Breno e Bienno: pareti indimenticabili, pulsanti della libertà creativa di questo grande artista, vero simbolo dell’anti Rinascimento lombardo. Si prosegue con Cerveno, dove va in scena la straordinaria Via Crucis di Beniamino Simoni, che fu proprio Testori a scoprire alla fine degli anni Settanta. Infine Capo di Ponte, che esulava dalle sue competenze storico-artistiche, ma non dalle sue fantasie letterarie: quante volte ¡ “pitoti” ricorrono nei suoi testi, evocazioni di una cultura capace di radicarsi nella roccia.
Sono tutte presenze, ormai familiari, che ci hanno accompagnato nell’impresa di Contexto 2016.
Per questo Testori sarà evocato alla partenza del percorso nel palazzo del Municipio, oltre che dai lavori realizzati per l’occasione da Mauro Maffezzoni, d’aprés proprio degli affreschi romaniniani.
Quella di Contexto 2016 è un’impresa in cui Casa Testori ha messo in campo la sua doppia matrice: quella di luogo legato alla storia di uno dei più interessanti e vitali intellettuali lombardi del secondo Novecento e quella di struttura che è in prima linea nel valorizzare giovani artisti. In questi sette anni di storia sono oltre 120 i nuovi talenti che hanno potuto esporre nelle stanze di quella che fu la casa di Giovanni Testori, alle porte di Milano.Alcuni di loro hanno raccolto la sfida di Contexto 2016. Una sfida che abbiamo voluto interpretare con lo stesso spirito con cui apriamo ogni volta gli spazi di Casa Testori: una grande fiducia nell’energia dell’arte, capace di dare slancio alla vita del nostro tempo. L’arancione che dalla magnifica utopia diventata realtà di Christo sul Lago d’Iseo, transita al logo e al grande cavo che fa da filo conduttore di questa edizione, è il colore simbolo di questa vitalità, di questa capacità di sorprendere, che gli artisti riverseranno per due mesi tra le strade e le case di questo magnifico paese. I loro sono sguardi in avanti pieni di poesia; sono anche scosse di fiducia e di passione, capaci “fare Contexto”. Cioè di contaminare i luoghi. Ma anche di stabilire un “con-texto”. Cioè un “testo” comune tra chi crea e chi partecipa come osservatore curioso, critico, e alla fine felicemente complice di questa grande, bellissima festa dell’arte tra le montagne. Perché Contexto vuole e deve essere una festa.

LA MOSTRA

Contexto è una mostra d’arte diffusa che ha invaso il comune di Edolo, snodandosi per le vie e le piazze del centro storico in spazi pubblici aperti e chiusi. Contexto ha coinvolto oltre 60 giovani artisti, tra cui molti già noti al pubblico nazionale e internazionale, i quali hanno presentato le proprie sculture, installazioni, video, fotografie e dipinti. 
Dalla seconda alla quarta edizione, Contexto è stato realizzato sotto la direzione artistica di Casa Testori.

Mater Strangosciàs è l’ultimo dei Tre Lai, opera che Testori scrisse poco prima di morire: “Strangosciàs”, cioè strangosciata, come si legge nell’iscrizione della Cappella della Strage al Sacro Monte di Varallo. È il lamento della Madonna davanti al figlio morto. Era stato Sandro Lombardi a portare in scena questo testo nel 1998, con la regia di Federico Tiezzi. Un testo che è, come lui stesso ha detto, «un inno d’amore sfrenato alla vita». In occasione della Pasqua 2020 Lombardi ha ripreso tra le mani il testo con l’idea, come lui stesso spiega, di riportarlo in scena in un prossimo futuro. Lo ringraziamo infinitamente di questa ripresa, che in realtà ci auguriamo tutti sia un’anteprima.
Potete ascoltare qui il primo brano letto da Lombardi. Gli altri tre brani li trovate sul canale YouTube di Casa Testori: sono un accompagnamento a questa strana Settimana santa, fino al giorno di Pasqua, il giorno della grande “resurreziun”.

Anci… nuovo giorno nuovo viaggio ? 
Papà, costruiamo un razzo , il razzo dell’universo , e poi voglio andare nello spazio intero . 
Ma quanto grande le chiedo. 
Un razzo che posso guidare mi risponde . 


Questa volta ci siamo emozionati. 
Andrea Bianconi

Anci … oggi dove mi porti ? 
Andiamo al Polo Nord, mi risponde, a fare visita a Babbo Natale , a parlare un po’ con lui e a regalare carotine  alle sue renne. 
Anci … e’ aprile, le dico. 
mi risponde… andiamo a trovarlo, fidati di me. 
Nel  nostro viaggio abbiamo incontrato tantissimi cuori. 

Andrea Bianconi

Anci … 
Papà…, oggi ho una voglia fortissima di Luna Park, con la giostra delle tazze, penso che anche tu vuoi. Vero ? 
Si Anci lo voglio anche io.
Papà’… sai perché , perché quando sali nelle tazze sei come le farfalle, vai un po’ di qua e un po’ di la’ e poi ci mettiamo anche delle montagne russe così andiamo anche su e giù. 

Andrea Bianconi

Anci… oggi ? 
Papà’ oggi voglio andare al mare , ma dentro al mare, sotto… dentro l’acqua, mi risponde. 
Ma quanto sotto e quanto dentro, le chiedo. 
Mi risponde: sottissimo, voglio vedere cosa vede l’acqua, l’acqua e’ riflesso dei pesci e questa storia dell’acqua la facciamo perché tutti i tipi di pesci non possono vivere senza l’acqua. E così facciamo l’oceano. 

Andrea Bianconi

Anci , il nostro viaggio continua … 
Papà voglio andare a vedere dove nasce la pioggia . Le chiedo … dove? 
Mi risponde : andiamo nella savana ad incontrare tutti gli animali , loro sanno. 
Le rispondo :  partiamo e andiamo a salutare l’elefante. 
Il nostro viaggio continua ed e’ incredibile vedere come il punto di viste delle cose può portarci in posti incredibili. 

Andrea Bianconi

“Anci – così chiamo mia figlia – dove andiamo oggi?”
Mi risponde … “voglio fare il giro del mondo”.
“Da dove partiamo” le chiedo. 

“Da Vicenza – mi risponde – dallo scivolo del parco giochi e poi andiamo a trovare il sole con tutte le nuvole.
E poi andiamo a salutare tutti gli abitanti delle nuvole”.
Abbiamo lavorato tre giorni, disegnando, tagliando, costruendo nuvole e ho scoperto che una nuvola può essere un lago per un’oca ed anche per una pecora.
Continueremo questo viaggio alla scoperta di altri mondi per incontrare il sole.

 Andrea Bianconi

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