Silvia Capuzzo trasforma la pittura in un gesto di cura e resistenza: figure bucoliche tentano di proteggere un cumulo di ghiaccio morente dal suo rapido scioglimento, custodi di un elemento prezioso e di un tempo sfuggente.

Spoglia, 2024, olio e amidi su tela,  380 × 250 cm

Silvia Capuzzo, 1996

Silvia Capuzzo (1996) vive e lavora a Vienna.

Tra le mostre del 2025: Spirituality Enthusiasts (VIN VIN, Vienna), En Route II (HdM Gallery, Pechino), e una personale a SIMULACRA, Shanghai.

La sua pittura nasce da un’osservazione ravvicinata del quotidiano: oggetti, corpi e frammenti di realtà vengono isolati, deformati e amplificati fino a diventare visioni. La materia pittorica è densa, viva, attraversata da ambiguità tra il comico e il perturbante, tra astrazione e riconoscimento.

 

Gaia Ginevra Giorgi tesse un tappeto sonoro che trasforma lo spazio in un paesaggio uditivo. A partire da un respiro collettivo di voci e suoni ambientali, No archive will restore us costruisce un’architettura invisibile che si distende tra le stanze della casa, generando uno spazio di immaginazione incarnata e un organismo sinestetico vibrante.

No archive will restore us, 2024, installazione sonora, dimensioni variabili

Gaia Ginevra Giorgi

1992

Gaia Ginevra Giorgi è un’artista e una ricercatrice attiva tra arti performative e sound-art.

Recentemente il suo lavoro è stato presentato in istituzioni e festival tra cui: La Biennale di Venezia – Padiglione Lussemburgo (2025), Studio Das Weisse Haus Wien, Triennale Milano (2024), Romaeuropa Festival (2024), TBA21–Academy (2023), Istituto Svizzero (2022), Short Theatre (2021), Santarcangelo Festival (2021).

Nel 2024 è vincitrice del Premio Vienna per la performance art promosso dal Ministero della Cultura e dall’Istituto Italiano di Cultura di Vienna.

La sua pratica integra scrittura, suono, voce, e performance. Attraverso la creazione di dispositivi performativi e sonori, indaga le relazioni tra memoria, documenti d’archivio, tracce immateriali, fantasmi e heritage collettivo.

Chiara Gambirasio cattura in Cosmo in vaso (Nivio) il silenzio cosmico. Il vaso non contiene, ma accoglie: è un nido in gesso e velluto per silenzi, un osservatorio di fenomeni effimeri. Nella sua serie Ammiraggio, un arcobaleno circolare appare e scompare ciclicamente nella neve e nella roccia. 

Cosmo in vaso (Nivio), 2022, gesso ceramico, velluto, 80 × 80 × 65 cm;  Ammiraggio (sassi), 2023, stampa fine art su carta anemule, 70 × 47,5 cm; Ammiraggio (neve), 2023, stampa fine art su carta anemule, 70 × 47,5 cm

Chiara Gambirasio (Bergamo, 1996), vive e lavora a Mapello (BG) .

Tra le opere pubbliche: nel 2025 “Spaesaggio” (Londa, FI), “Farsi Eruttare Altrove” a Latera (VT) e Montevaccino (TN); nel 2024 “V’arco” (Castione della Presolana, BG); nel 2023 “Terre D’Istanti” (Mapello, BG); “Ammiraggio” sul Monte Stivo (TN); nel 2021 “Sedimento” (Spilamberto, MO).

Le sue opere sono state esposte in mostre personali al Museo Novecento di Firenze, GAMeC di Bergamo; e in mostre collettive al MMSU di Rijeka, Museo di Villa Croce di Genova, Palazzo Ducale di Gubbio, Manifattura Tabacchi Firenze.

La sua pratica viene da lei definita “Kenoscromìa”, ossia vibrazione cromatica nel/del vuoto, ed è fondata sullo studio del colore inteso come incontro tra materia, luce, soggetto osservante e variazione nel tempo.

Cosmo in vaso (Nivio), 2022, Gesso ceramico, velluto, 80 × 80 × 65 cm

Ammiraggio (neve), 2023, stampa fine art su carta anemule, 70 x 47,5 cm, ph. Filippo Tommasoli, ed. 20 esemplari

Ammiraggio (sassi), 2023, stampa fine art su carta anemule, 70 x 47,5 cm, ph. Filippo Tommasoli, ed. 20 esemplari

LeiLei Wu, infine, attraversa i paesaggi industriali tra Novate Milanese e Milano Nord, ridefinendone gli habitat, popolandoli di corpi sintetici e acquatici. Fotografia e modellazione 3D non documentano, ma decostruiscono, confondendosi in una fredda luminescenza, riformulando un glitch percettivo 
del reale.

Digital Remake, 2025, fotografia e rendering stampato su carta, 40 × 50 cm

Leilei Wu (1997) vive e lavora a Milano. Tra le recenti mostre: Limbo Contemporary – Milano; Strata by 1:4:9 & Tsinghua University – Xinjiang; Haus Der Visionäre – Berlino; Villa Bagatti Valsecchi – Milano; Improper Walls – Vienna; Zachęta National Art Gallery – Warsaw; MOCA – Brescia; Chengdu Biennial – Chengdu. La sua pratica si sviluppa attraverso la scultura, l’installazione e la rielaborazione di immagini mediate dalle nuove tecnologie e dai sistemi di intelligenza artificiale. La ricerca di Leilei assume una dimensione ludica e speculativa, in cui ecologia, mitologia e pensiero poetico convivono per destabilizzare i piani fisici, sociali, computazionali e metafisici della realtà.

Spetta a due opere di Luca Campestri fungere da raccordo visivo e poetico tra i due piani della casa per il proseguo della mostra. Scintilla iniziale e al tempo stesso conclusione del percorso, la nevicata del 1985 è protagonista dell’allestimento del primo piano. L’articolo che Testori dedicò a quell’evento – letto, in mostra, da Roberto Trifirò – dialoga con le diapositive inedite del fotografo Mario De Biasi che ritrasse la Milano innevata: immobilizzata e al tempo stesso accostante. Classe 1923 come Testori, nel 1985 De Biasi non era più il fotoreporter “di professione” che girava il mondo per “Epoca” e poteva scattare per la personale necessità e il genuino piacere di ritrarre il mondo che lo circondava: senza commissioni, senza clienti, senza stereotipi. Affermatosi come uno dei grandi nomi del neorealismo fotografico italiano, si dedicò in questi anni anche a sperimentazioni tecniche e ad alcune serie emotivamente connotate, perché dedicate a luoghi e soggetti del cuore, come certi scorci o monumenti milanesi. Con la sua macchina fotografica girò, quindi, nei giorni della grande nevicata, per strade, parchi e piazze, rendendoli protagonisti di immagini iconiche.

Lo sguardo raffinato e autoriale di De Biasi e Testori lascia, poi, spazio alle cronache di quei giorni e ai ricordi di chi li visse e li interpretò negli anni successivi. L’eccezionalità dell’evento, infatti, lo rese protagonista di reportage, servizi televisivi e temi scolastici in presa diretta, ma anche di progetti come Zero – ovvero la famosa nevicata dell’85, album che i Bluvertigo pubblicarono nel 1999, quasi 15 anni dopo l’evento. 

L’attenzione di Testori per la neve, di cui l’editoriale del 1985 è la summa, viene esplosa, infine, nelle ultime due sale del percorso espositivo, curate da Alice Boltri, perché la neve attraversa poesie, articoli, lettere e testi critici dedicati agli artisti da lui amati, testimoniando il rapporto filiale tra l’autore e questo elemento capace di riunire in sé natura e poesia. Non poteva quindi mancare un affondo su Gustave Courbet, pittore tra i più amati da Testori, al centro di un crocevia tra cervi che lottano per la vita nelle nevi d’inverno e si fanno simbolo dell’amore travolgente per Alain Toubas: tra lettere e manoscritti fino ai Trionfi. Per sempre, come mostra lo straordinario monologo di Alessandro Bandini in questi mesi a teatro.

In occasione della Quaresima e della Pasqua, il Museo Diocesano di Milano propone un’esposizione intorno alla Crocifissione di Hans Memling (Seligenstadt, Germania 1435/1440 circa – Bruges 1494), databile intorno al 1467-1470 circa e proveniente dal Museo Civico di Palazzo Chiericati di Vicenza.

L’opera di Memling raffigura al centro Cristo Crocifisso, circondato sulla sinistra da San Giovanni Evangelista, che sorregge la Vergine addolorata, e dalla Maddalena, inginocchiata ai piedi della croce; mentre dall’altro lato appaiono San Giovanni Battista, che regge un agnello, e San Bernardo di Chiaravalle, santo protettore del committente, l’abate cistercense Jan Crabbe (1426-1488), nel dipinto inginocchiato in primo piano.

Sullo sfondo della scena si apre un fiabesco paesaggio collinare a volo d’uccello, reso con meticolosità tipicamente fiamminga. I colori smaltati e brillanti, la resa analitica dei volti dei personaggi, i contorni nitidi e taglienti dei panneggi richiamano i modelli di Rogier van der Weyden, di cui Memling fu con tutta probabilità allievo. La grandiosità del paesaggio e il pathos dei personaggi del gruppo sulla sinistra rivelano i tratti caratteristici dell’artista, che maturando si avvierà verso forme più dolci e meno drammatiche di quelle del suo maestro.

I lavori degli artisti chiamati a mettersi in dialogo con il capolavoro di Memling sono caratterizzati dal ricorso a linguaggi diversi. Stefano Arienti (Asola, 1961) propone una riflessione sul tema del Crocifisso, asse visivo e simbolico dell’opera di Memling. È pittura su tela quella proposta da Matteo Fato (Pescara, 1979) concepita come parte di un’installazione di cui il cavalletto costruito dall’artista è parte integrante. Julia Krahn (Jülich,1978) offrirà con un dittico fotografico un’immedesimazione nella figura di Maria sotto la croce. Danilo Sciorilli (Atessa, 1992) lavora su un trittico di video, mettendo al centro le immagini di una perfomance realizzata nel suo paese d’origine.

 *** SCADENZA 8 APRILE ***

Hai tra i 18 e i 28 anni?
Per il 2026/27, grazie al progetto LA LEGACY DELL’ACCOGLIENZA: DISSEMINARE I VALORI OLIMPICI PER PROMUOVERE IL PATRIMONIO, a Casa Testori sei volontari affiancheranno lo staff per un’esperienza professionale di formazione a 360 gradi. In particolare, ciascuno dei sei candidati prescelti afferirà ad una specifica area di competenza: Didattica, Archivio, Bandi e Fundraising, Logistica e Accoglienza, Comunicazione e Grafica.

Un impegno medio di 5 ore per 5 giorni settimanali per 12 mesi dal 18 settembre 2026 con un contributo spese di €519,47 al mese.
Le domande di partecipazione devono essere presentate esclusivamente nella modalità on line entro e non oltre le ore 14.00 del giorno 8 aprile 2026!

È possibile presentare una sola domanda di partecipazione per un unico progetto ed un’unica sede.
Gli aspiranti operatori volontari dovranno presentare domanda di partecipazione esclusivamente attraverso la piattaforma DOL raggiungibile tramite PC, tablet e smartphone all’indirizzo domandaonline.serviziocivile.it
Per presentare domanda di partecipazione alla selezione è richiesto il possesso dei seguenti requisiti:
a) cittadinanza italiana, ovvero di uno degli altri Stati membri dell’Unione Europea, ovvero di un Paese extra Unione Europea purché il candidato sia regolarmente soggiornante in Italia;
b) aver compiuto il diciottesimo anno di età e non aver superato il ventottesimo anno di età (28 anni e 364 giorni) alla data di presentazione della domanda;
c) non aver riportato condanna anche non definitiva alla pena della reclusione superiore ad un anno per delitto non colposo ovvero ad una pena della reclusione anche di entità inferiore per un delitto contro la persona o concernente detenzione, uso, porto, trasporto, importazione o esportazione illecita di armi o materie esplodenti, ovvero per delitti riguardanti l’appartenenza o il favoreggiamento a gruppi eversivi, terroristici o di criminalità organizzata.
I requisiti di partecipazione devono essere posseduti alla data di presentazione della domanda e, ad eccezione del limite di età, mantenuti sino al termine del servizio.
Vedi anche gli approfondimenti sul sito del ministero: www.politichegiovanili.gov.it
Il bando: www.scelgoilserviziocivile.gov.it

Per maggiori informazioni: info@casatestori.it
Scadenza: 08/04/2026 entro le ore 14:00. 

Martedì 10 marzo, ore 14:15
Università Bicocca – Aula 1-07 Marchetti
Con Riccardo Castellanza, Valter Maggi e Luca Gallia

Cambiamento climatico in area urbana prealpina: all’origine della riduzione delle precipitazioni nevose

Una lezione pensata per gli studenti, per leggere in chiave scientifica perché nevica meno nelle aree urbane ai piedi delle Alpi. A partire da dati e dinamiche atmosferiche locali, l’incontro ha collegato trend climatici e trasformazioni del territorio, mostrando come le nevicate siano diventate sempre più un indicatore di cambiamento, oltre che un elemento identitario.

Perché a Milano non nevica più? Cause ed effetti del cambiamento climatico sulla nostra città

Con Riccardo Castellanza, Valter Maggi e Luca Gallia

Lunedì 23 marzo ore 18
Fondazione Università Bicocca
presso Bicocca Pavilion

Un momento divulgativo e informale per trasformare la domanda quotidiana “perché non nevica più?” in un ragionamento condiviso. Tra cause globali e fattori locali, l’incontro ha messo a fuoco gli effetti concreti in città su temperature, stagioni che cambiano, impatti sociali e ambientali, aprendo anche a ciò che una comunità urbana può fare per adattarsi.

Casa Testori presenta “NEVEr alone”, un progetto multidisciplinare tra storia, letteratura, arte contemporanea, fotografia, cinema e scienza, in cui la neve è simbolo trasversale. Il progetto è risultato vincitore del bando “Olimpiadi della Cultura”, promosso da Regione Lombardia per i Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026, nel calendario dei Giochi della Cultura

Nel gennaio del 1985, Milano e l’Italia furono colpiti da una straordinaria nevicata che paralizzò la città per diversi giorni. Fu un evento eccezionale a cui Giovanni Testori dedicò un editoriale sul “Corriere della Sera” del 17 gennaio: Benedetta tu, sorella neve. Per Testori la neve non doveva essere percepita come un ostacolo fastidioso allo scorrere della vita cittadina, ma un’occasione unica per fermarsi, riconnettersi con se stessi e con gli altri, riscoprendo il valore del vivere comune e del tempo.

Il progetto di Casa Testori nasce a quarant’anni esatti dall’evento, quando Milano si accinge a tornare protagonista dell’inverno a livello globale, affermandosi nell’immaginario planetario come la capitale della neve. In un modo totalmente nuovo, ma altrettanto inaspettato. 

Il percorso di “NEVEr alone” include una mostra collettiva di arte contemporanea curata da Giacomo Pigliapoco, due project room firmate da Greta Martina e Rosita Ronzini, e un focus dedicato alla nevicata del 1985, a partire dall’articolo di Testori e dalle diapositive del grande fotografo Mario De Biasi. A completare il progetto, tre rassegne tematiche: quella fotografica diretta da Luca Fiore, quella cinematografica curata da Daniela Persico e quella dedicata a scienza e Climate Change coordinata da Riccardo Castellanza con Valter Maggi per l’Università Bicocca. Un mosaico di linguaggi espressivi che invitano il pubblico a scoprire prospettive nuove e a condividere uno spazio comune di riflessione e consapevolezza.

La mostra e il focus allestiti a Casa Testori inaugureranno sabato 22 novembre 2025. Tra dicembre 2025 e marzo 2026, abbracciando i Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali Milano – Cortina 2026, si svilupperà il calendario delle tre rassegne e degli appuntamenti legati alle esposizioni, tra performance e laboratori. Il finissage è fissato per sabato 28 marzo 2026.

Torna in alto