Cantina

Il faro di Brunate, sul lago di Como, illumina la notte. Senza soffermarsi, accende ciò che è nell’ombra per riprendere immediatamente il suo ciclo, senza giudicare.
Il suo fascio di luce colpisce il bosco, si riverbera nell’acqua, abbaglia le auto su una strada asfaltata e illumina una villa.
All’interno di questa casa, i membri di una famiglia vengono ritratti nella loro quotidianità, catturati per un attimo dall’occhio della cinepresa. Una quotidianità come tante, ma collocata in un momento preciso: il periodo in cui il primogenito, Francesco, trascorse un anno in carcere e ognuno dei familiari intrattenne con lui un rapporto epistolare.
Francesco è il fratello maggiore di Fatima Bianchi; la casa di Brunate la villa in cui l’artista è cresciuta.

 

Fatima Bianchi vive e lavora tra Milano e Marsiglia.

 

Stanza 20

Luca Monterastelli e Marzia Corinne Rossi abitano la stessa stanza. Le loro opere hanno poetiche differenti, si fronteggiano nello spazio e si sfidano, quasi come se giocassero a sasso, carta, forbice. Semplificando, sono proprio questi i materiali di cui le loro sculture sono fatte. I due artisti dividono casa e studio, eppure i loro lavori hanno una forte autonomia estetica e concettuale. La convivenza è una costante tensione. Vive nell’attesa che l’altro faccia il primo passo e nella speranza che le aspettative coincidano. Mamihlapinatapai, parola intraducibile del lessico di una popolazione in estinzione nella Terra del Fuoco, sintetizza questa potenza trattenuta, indicando l’atto di “guardarsi reciprocamente negli occhi sperando che l’altra persona faccia qualcosa che entrambi desiderano ardentemente, ma che nessuno dei due vuole fare per primo”.

Luca Monterastelli e Marzia Corinne Rossi

Giardino

Nel giardino erano sospese, talvolta nascoste, dieci altalene. Sono quelle su cui Vittoria Parrinello ha scritto le prime poesie e realizzato i primi disegni, da bambina. La sospensione del tempo e dello spazio viene resa concreta dalle linee sottili che le disegnano e le bloccano, in cui il movimento rimane in potenza e il dondolio sempre sul punto di riprendere. Lasciano il dubbio che qualcuno sia appena sceso e che non si siano ancora fermate. Altalene su cui non ci si può sedere, perché non devono reggere il peso del corpo, ma quello dell’immaginazione.

Vittoria Parrinello è nata a Crema nel 1988.

 

Giardino

Un glicine, un oleandro, un colchico, una peonia. Piante velenose, ma pochi lo sanno. Fiori colorati, che celano la loro pericolosità dietro l’apparenza innocua. La stampa su PVC estremizza queste caratteristiche, conferendo ai disegni, dalla bidimensionalità accentuata e privi di profondità, un aspetto glaciale, poco realistico. Il supporto di plastica si trasforma nell’essenza della loro pericolosità, altrettanto nocivo quanto la loro consistenza. Il nome latino richiama quello degli erbari medievali: una didascalia tutt’altro che esplicativa.

 

Massimo Dalla Pola è nato nel 1971. Vive e lavora a Milano.

 

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Non si può considerare conclusa la visita alla mostra, Bernardino Luini e i suoi figli a Palazzo Reale, se non si sono ammirati gli affreschi di Bernardino Luini e della sua bottega disseminati in tante località lombarde, piemontesi e ticinesi!

Ad Artem e Casa Testori Associazione Culturale propongono un ciclo di visite guidate sul territorio, curate da alcuni degli studiosi che hanno collaborato con Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa alla realizzazione del volume, parallelo al catalogo della mostra, dedicato agli itinerari luineschi.

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CALENDARIO


Milano. San Maurizio e Casa degli Atellani

26 aprile ore 11.00
Visita a cura di CHIARA FIACCADORI

31 maggio ore 10.00
Visita a cura di CHIARA BATTEZZATI

Detta “la Cappella Sistina di Milano”, la chiesa faceva parte di un grande convento femminile fondato nel sedicesimo secolo, e contiene ricchissimi cicli affrescati a firma di Bernardino Luini, dei suoi figli e della sua bottega, presenti sia nella parte pubblica che in quella claustrale dell’edificio.

Prenotazione a cura di Ad Artem


Chiaravalle Milanese. Abbazia di Chiaravalle

3 maggio ore 10.00
Visita a cura di MARIA CECILIA CAVALLONE

Fondata dal benedettino San Bernardo, l’abbazia di Chiaravalle ospita l’affresco della Madonna della Buonanotte, opera che si fa notare per le influenze legate al Bramantino, e per la presenza di un raro dettaglio iconografico legato alla vita di San Bernardo.

Prenotazione a cura di Ad Artem


Milano. San Giorgio al Palazzo

10 maggio ore 10.00
Visita a cura di CHIARA FIACCADORI

Il nome della basilica ricorda la sua vicinanza con il palatium della Milano imperiale; la cappella del Corpus Domini conserva le Storie della Passione, dipinte in parte su tavola e in parte su fresco, che dialogano con l’insolita architettura della cappella per creare un efficace effetto prospettico.

Prenotazione a cura di Ad Artem


Legnano. San Magno | Saronno. Santuario della Beata Vergine dei Miracoli | Lugano. Santa Maria degli Angeli

17 maggio  ore 8.30-18.00
Visita a cura di STEFANO BRUZZESE e  TOMMASO TOVAGLIERI

Il Santuario di Saronno, eretto sul luogo di un miracolo della Vergine documentato ne Quattrocento, conserva alcuni dei maggiori capolavori di Luini, fra cui ricordiamo le decorazioni dell’abside, del presbiterio – con i bellissimi affreschi della Adorazione dei Magi e della Presentazione di Gesù al Tempio – l’antipresbiterio, la Cappella del Cenacolo e la Cappella del Crocifisso. Il santuario ospita anche opere dei figli di Luini, nonché di Gaudenzio Ferrari.

Prenotazione a cura di Casa Testori


Certosa di Pavia. Certosa delle Grazie

24 maggio ore 15.00
Visita a cura di SIMONE BERTELLI

Presso il complesso della Certosa delle Grazie Luini è presente con l’affresco della Madonna con il Bambino della sagrestia del lavabo (scoperto nel 1827 sulla parete esterna di una cella monastica), gli affreschi di San Sebastiano e San Cristoforo nel vestibolo, e le tavole con Sant’Ambrogio e San Martino conservate nel Museo.

Prenotazione a cura di Ad Artem


Meda. San Vittore

8 giugno ore 15.00
Visita a cura di STEFANO BRUZZESE

L’antico complesso conventuale di San Vittore, ora annesso alla villa Antona Traversi, conserva alcune vivissime figure di Santi a mezzobusto che sono state giustamente ricondotte a Bernardino Luini, poste nella fascia perimetrale della trabeazione.

Prenotazione a cura di Ad Artem


Como. Duomo | Lugano. Santa Maria degli Angeli | Sonvico. San Nazario

21 giugno ore 8.30-18.00
Visita a cura di STEFANO BRUZZESE

La chiesa di Santa Maria degli Angeli a Lugano conserva ricchissimi affreschi della fase finale di Luini, fra cui le Storie della Passione, autentico capolavoro del pittore lombardo, nonché l’Ultima cena e la Madonna con il Bambino e San Giovannino, originariamente posto nel chiostro.

Prenotazione a cura di Casa Testori


Milano. Pinacoteca Ambrosiana. Oratorio di Santa Corona

28 giugno ore 10.00
Visita a cura di SIMONE BERTELLI

All’interno del percorso di visita della Pinacoteca Ambrosiana è presente l’oratorio di Santa Corona, una volta deputato a conservare un pezzo della reliquia della sacra spina, nel quale troviamo un ciclo di affreschi raffiguranti l’Incoronazione di spine realizzato da Luini fra il 1521 e 1522.

Prenotazione a cura di Ad Artem

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COSTI

Visita per famiglie con bambini 6-10 anni      € 8,00 bambino | € 10,00 adulto

Visita per adulti                                                  € 10,00 adulto | € 8,00 over 65 e under 18

Visita guidata Legnano|Saronno|Lugano       € 60,00

Visita guidata Como|Lugano|Sonvico             € 60,00

INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI

Ad Artem 026597728 | info@adartem.it | www.adartem.it

Casa Testori Associazione Culturale 02 36589697 | info@casatestori.it | www.casatestori.it

QUELL’ABBRACCIO DI COLORI
Davide Dall’Ombra

Ed è pur vero che le due camelie in giardino fioriscono quando i termosifoni sono ancora accesi.
Dire primavera a Casa Testori significa riaprire porte mai chiuse, allestire una nuova mostra intorno al cuore pulsante delle due associazioni che la animano.
Mentre si lavora a future esposizioni, visite guidate ed eventi, si avvicendano con sempre maggior frequenza artisti intenti a sbirciare le proprie stanze per un nuovo Giorni Felici ormai alle porte. E sorprende che, ancora una volta, alcuni di loro si contendano la scrivania con il tesista o dottorando di turno, per consultare l’archivio di fotografie e scritti su Giovanni Testori.
Aprire questa Casa al contemporaneo si sta rivelando anche il modo più efficace per mandare in circolo l’opera di Testori, portandolo dove pulsa la vita artistica che lo scopre o riscopre con entusiasmo, dando vita ad una schiera di inaspettati testoriani. Tutto avviene in modo naturale, senza bisogno di committenze o suggerimenti, basta lasciare camminare gli artisti tra queste venti stanze, solo apparentemente vuote.
Questa mostra è l’esito di un’elaborazione condotta in diversi anni di lavoro da due artisti uniti da una profonda sintonia visiva che hanno dato vita a un progetto tenacemente voluto, nato per queste stanze. Massimo Kaufman, autore tra l’altro di un’importante intervista a Testori già nel 1986 e protagonista di Giorni Felici nella sua prima edizione, ha chiamato a raccolta artisti di primo piano nello scenario figurativo italiano, per una stanza destinata a sorprendere e ammaliare. Maria Morgantiha indagato uno dei più importanti libri testoriani, Il gran teatro montano, scoprendo con il critico una sintonia profonda che va ben oltre le apparenze – Testori è stato uno dei più feroci difensori della pittura figurativa – attingendo cioè a quel livello profondo dei “colori oggetti” rintracciati da Testori nell’opera di Gaudenzio Ferrari e Tanzio da Varallo, in cui parole e colore, scrittura e pittura si abbracciano indissolubilmente.

LA MOSTRA

Il progetto, ideato appositamente per la dimora di Giovanni Testori, ha visto i due artisti occupare il pian terreno con progetti distinti, che si compenetravano in alcuni momenti di contatto e di confronto.
Massimo Kaufmann ha scelto di ricreare un giardino d’inverno, un’opera corale site-specific realizzata grazie alla collaborazione di Stefano ArientiMarco CingolaniGiovanni FrangiAndrea MastrovitoFulvia MendiniKatja NoppesMichela Pomaro e Massimo Uberti, chiamati a dipingere le pareti di una delle stanze. Gli artisti, seguendo le linee guida indicate da Kaufmann, hanno disegnato ognuno una striscia di muro senza conoscere quelle accanto, secondo l’esempio del cadavre exquis, il celebre gioco surrealista.
Maria Morganti ha tratto spunto da Il gran teatro montano di Giovanni Testori e dalle descrizioni delle opere di Tanzio da Varallo e di Gaudenzio Ferrari al Sacro Monte di Varallo. Partendo da questi punti di riferimento, l’artista ha lavorato sul confronto tra colore scritto e colore dipinto, tra parola e opera, attraverso un’analisi attenta del testo che ha dato origine a una stratificazione intensa, in cui diventa difficile definire se il testo abbia preceduto il quadro o viceversa. Il risultato di questo processo è stato una sedimentazione di veli di olio su tele, carte e sculture in rodocrosite e travertino, che occupavano il salone principale e la veranda della casa.

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Maria Morganti, Rosa Testori #5, Venezia 2012

Si comincia il 3 aprile con la mostra di due protagonisti di primo piano della scena artistica contemporanea: Massimo Kaufmann e Maria Morganti presenteranno un progetto poetico, che si ispira al loro rapporto con Giovanni Testori.
Il 29 maggio invece torna Giorni Felici, una formula che ha sempre riscosso grande successo ed è giunta ormai alla quinta edizione. Quest’anno Giorni Felici aprirà il suo percorso con un’installazione straordinaria di una giovane artista siciliana, Elisabetta Falanga.
Dal 27 settembre la Casa accoglierà infine la prima edizione di una rassegna molto attesa, dedicata ai giovani illustratori attivi a Milano. A ciascuno di loro verrà affidata una stanza, con il compito di raccontare in modo visionario la città. M’immagino Milano è infatti il titolo della mostra.

Visto il consenso raccolto, continueremo a proporre visite guidate in occasione delle mostre di maggior qualità in calendario. In particolare Casa Testori per la grande mostra di Bernardino Luini che si apre a Palazzo Reale il 9 aprile, curata da Giovanni Agosti e Jacopo Stoppa, in collaborazione con i curatori, proporrà itinerari dedicati ai più celebri cicli di affreschi dell’artista lombardo.

22 Marzo 2014

«Hai mai visitato la cappella che lui fece a Saint-Paul-de-Vence? Vetrate, pianete, pissidi: fece tutto lui. E pensare che in quegli anni era ormai immobile, e non poteva più usare nemmeno le mani. Allora disegnava su fogli colorati, rossi, azzurri, gialli, servendosi di un gran bastone, e poi, sempre con uno bastone, li tagliava e li incollava. Verso la fine della vita, poi, smise anche il colore. Forse scoprì che il suo grande sogno era sempre stato la vetrata, ossia il colore ma, insieme, qualcosa che oltrepassa il colore: la concentrazione della luce. Di lui ricordo una bellissima frase che dice pressappoco così: quando metto il verde non intendo il prato, ma la concentrazione di tutti i verdi e di tutti i blu.»
Giovanni Testori

Far conoscere uno dei protagonisti del Novecento, indagarne un periodo spesso trascurato e comprendere come ha influenzato l’arte di oggi. Questi gli obiettivi del Workshop Matisse, un appuntamento di riflessione e confronto che prende spunto dalla pubblicazione di un volume in cui, per la prima volta, un’équipe fotografica ha avuto a disposizione la cappella del Rosario di Vence per un giorno e una notte (Matisse. Vence, edizioni Jaca Book). 
Marco Meneguzzo, critico d’arte e docente all’Accademia di Belle Arti di Brera, ha dato avvio al laboratorio con un’introduzione storico-artistica su Henri Matisse, per poi lasciare spazio all’intervento di Marco Casentini, artista e docente di Cromia all’Accademia di Belle Arti di Brera, con una riflessione sul ruolo e l’influenza che questo artista ha avuto nell’arte contemporanea. 
Il pomeriggio si è concluso con la visione del documentario A Model for Matisse, che racconta l’affascinante storia di Monique Bourgeois, prima infermiera e modella dell’artista, poi divenuta suor Jacques-Marie. 
In vista della grande mostra Henri Matisse: The Cut-Outs, inaugurata alla Tate Modern di Londra il 17 aprile 2014 e poi ospitata al MoMA di New York, sulla produzione degli ultimi quindici anni di vita dell’artista, il Workshop Matisse prosegue il programma di incontri organizzati da Casa Testori per indagare e approfondire la conoscenza di alcuni personaggi chiave dell’arte del Novecento.

ALDO ROSSI. L’idea di abitare
a cura di Claudia Tinazzi (Verona, 1981), Politecnico di Milano. La definizione dello spazio dell’abitare attraverso alcuni progetti dell’architetto Aldo Rossi (1931-1997). Dalla casa al quartiere Gallaratese, ai progetti rimasti sulla carta per la Casa dello studente a Chieti, dalle Cabine dell’Elba alla Casa Abbandonata, il visitatore scoprirà in mostra il procedere di Rossi grazie alle fotografie di Gabriele Basilico e Luigi Ghirri, al materiale originale proveniente dalla Fondazione Aldo Rossi e attraverso i modelli architettonici fatti realizzare appositamente per la mostra.

ALBERTO MARTINI. Un rivoluzionario a fascicoli
a cura di Federica Nurchis (Bergamo, 1984), Università degli Studi di Milano. Alberto Martini (1931-1965): la storia breve e avvincente di un critico d’arte morto a 34 anni ma responsabile di una rivoluzione culturale. In un’ambientazione anni ’60, va in scena l’esito del “fatale” incontro tra Martini e Dino Fabbri (1922-2001) da cui nacquero, esattamente cinquant’anni fa, i fascicoli de I Maestri del Colore, che fecero della storia dell’arte un fenomeno di “massa”, non più riservata ad un’elite colta, ma distribuita in edicola, senza rinunciare a un alto livello scientifico e a uno straordinario apparato fotografico a colori realizzato ad hoc. In mostra, documenti originali provenienti dall’archivio Martini e una selezione di disegni, incisioni, sculture e dipinti degli amici artisti (Ottone Rosai, Mino Maccari, Renato Guttuso, Carlo Carrà, Gianfranco Ferroni, Emilio Tadini, Luciano Minguzzi, Mattia Moreni…), ma anche un rarissimo dipinto a olio attribuito da Martini a Medardo Rosso e lettere, saggi inediti, disegni originali e fotografie che danno conto dell’amicizia tra Alberto Martini, Giorgio Morandi e Alberto Giacometti.

GUIDO GUIDI. Il mio Carlo Scarpa
a cura di Giulia Lambertini (Reggio Emilia, 1983), Università Cattolica di Milano. Il fotografo Guido Guidi (1941), dall’inizio degli anni Sessanta, in un percorso conoscitivo che ad oggi non è ancora terminato, avvicina con la sua macchina fotografica l’opera dell’architetto Carlo Scarpa (1906-1978), suo primo e più importante maestro a Venezia. Grazie alle foto originali e ricche di appunti autografi, conservate al Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio (CISA) di Vicenza si compie
un viaggio sorprendente: dal Negozio Olivetti di Piazza San Marco, alla Gipsoteca Canoviana di Possagno, dal Museo di Palazzo Abatellis, che conserva la celebre Annunciata di Antonello da Messina, a quello di Castelvecchio a Verona, uno degli allestimenti museali più ammirati e copiati del mondo, fino al Complesso Monumentale Brion di San Vito di Altivole (TV), opera-testamento di Carlo Scarpa.

GIACOMO POZZI-BELLINI. Un fotografo tra arte e vita
a cura di Carlotta Crosera (Vigevano, 1980), Università degli Studi di Milano. L’opera di Giacomo Pozzi-Bellini (1907-1990), un grande fotografo e regista di documentari, è presentata grazie a una galleria di suoi ritratti fotografici, posti a raccontare una vita di amicizie e incontri con alcuni protagonisti della storia culturale del Novecento, tra cui: Eugenio Montale, Carlo Emilio Gadda, Vittorio De Sica, Emilio Cecchi, Alberto Arbasino, Jean Genet e Jean Renoir. In mostra, il documentario Il Pianto delle Zitelle (1939), l’unica testimonianza della sua attività come regista, è presentato nella versione originale (senza i tagli imposti dal fascismo) che gli valse il primo premio alla Mostra del Cinema di Venezia. A completare il ritratto, le grandi foto d’arte, destinate a diventare il terreno privilegiato degli esperimenti di Pozzi-Bellini e la storia per immagini del sodalizio con il critico Giovanni Testori, la cui visione delle opere d’arte, e quella della pittura in particolare, si lega profondamente a quella di Pozzi-Bellini.

Homenaje a Testori ha presentato al pubblico di Casa Testori un ciclo di opere che l’artista Giovanni Frangi ha dedicato al padrone di casa, Giovanni Testori: 80 fotografie ridipinte a cui si aggiungevano tre grandi quadri, realizzati a olio ed emulsione su tela. Per volontà dell’artista, tutta le opere esposte erano in vendita, al fine di sostenere la missione e le attività dell’Associazione Giovanni Testori. Le due giornate di esposizione sono state accompagnate da due eventi speciali: un incontro di presentazione, tenutosi il 21 settembre con la partecipazione di Giovanni Agosti dell’artista Giovanni Frangi; una proiezione, nella giornata del 22 settembre, di due video ritrovati di recente, la prima edizione de Interrogatorio a Maria(1981) e un documentario sulla collezione della Ca’ Granda di Milano realizzato da Giovanni testori.

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