Giovanni Testori e Maurizio Fragiacomo si incontrano per caso il 16 settembre 1972 sulla soglia del ristorante Bagutta di Milano e per lo scrittore è un colpo di fulmine. Da quel momento Testori inizia a scrivere quotidianamente al giovane Maurizio delle “lettere-diario” che gli consegna, di volta in volta, ad ogni nuovo incontro che avviene nel suo studio di via Brera senza mai ricevere in cambio una risposta scritta. Ben presto alle parole scritte con l’inchiostro blu si affiancano quelle scritte col sangue e dei fiori disegnati alla stessa maniera.
Testori, consapevole del suo soliloquio, osserva: “In effetti, se tu un giorno volessi ricominciare a leggere tutti i fogli che t’ho mandato in questi quattro mesi e mezzo, t’accorgeresti che si tratta d’una sola, lunga lettera; di un solo, lungo colloquio: una lettera e un colloquio che non hanno voluto interrompersi mai: e che mai niente e nessuno riuscirà a interrompere.”
Due importanti ritrovamenti archivistici sono oggetto di un incontro e di una mostra che è stata inaugurata a Casa Testori lunedì 22 giugno. I ritrovamenti riguardano un travolgente epistolario d’amore a senso unico, con destinatario un giovane dell’alta borghesia milanese, Maurizio Fragiacomo. Quell’esperienza consumatasi tra 1972 e 1974 era poi diventata nucleo tematico di un romanzo, La Cattedrale, pubblicato alla fine di quella storia. In coincidenza con questo ritrovamento la Fondazione a cuiMaurizio Fragiacomo ha affidato la gestione della propria eredità, ha deciso di far dono all’Associazione Testori del manoscritto del romanzo(tre quaderni, arricchiti da tanti disegni dello scrittore) e dei libri con le dediche di Testori al ragazzo. In mostra saranno esposti anche alcuni disegni testoriani tutt’ora di proprietà della Fondazione.




