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Ospitato dal 24 gennaio 2026 nella project room curata da Rosita Ronzini, il progetto La Via dei Laghi di Simone Scardino nasce dall’osservazione dei nuovi laghi alpini generati dallo scioglimento dei ghiacciai, simboli fragili e potenti del mutamento climatico. Attraverso un approccio che unisce ricerca scientifica, immaginazione e partecipazione collettiva, la project room si trasforma in un laboratorio condiviso. Bambini e bambine saranno invitati a “inventare” nuovi laghi, dando forma, nome e vita a geografie immaginarie. Attraverso disegni, collage, piccole sculture e maquette, prenderà vita un archivio di geografie inedite e visionarie. Tutto il materiale prodotto confluirà nella realizzazione di una grande installazione ambientale, una sorta di “pista-gioco” praticabile che occuperà la stanza come un territorio in continua crescita. L’opera, costruita progressivamente a partire dai gesti e dallo sguardo dei partecipanti, si presenta come un organismo collettivo, un paesaggio in evoluzione che riflette sulla fragilità dell’ambiente e sul ruolo attivo della comunità nel costruire nuove narrazioni ecologiche. Ogni lago inventato diventa un atto di resistenza poetica, un tentativo di restituire senso a ciò che sta scomparendo e di immaginare futuri possibili.

La Via dei Laghi è un invito a considerare il paesaggio non come uno sfondo immobile, ma come un luogo vivo in cui natura e cultura si influenzano reciprocamente. Uno spazio di trasformazione, in cui l’acqua, elemento fluido, instabile e generativo, diventa materia narrativa e strumento di relazione. Attraverso questo dispositivo partecipativo, il progetto interroga il nostro modo di abitare il mondo e ci chiede di ripensare insieme il rapporto tra comunità e ambiente, tra realtà e immaginazione.

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