Il bianco della neve è sempre stato una sfida per i fotografi di ogni epoca. Come il buio della notte, costituisce una situazione limite, nella quale la luce è pienamente riflessa e mette alla prova il medium della fotografia. È poi un elemento che trasforma il paesaggio, sia quello alpino che quello urbano, modificando non solo i colori ma anche le forme e rivelando i cambiamenti nel rapporto tra uomo e natura, tra ambiente naturale e spazio antropizzato. La neve è poi una grande metafora, come ci suggerisce James Joyce: «La sua anima si dissolse lentamente nel sonno, mentre ascoltava la neve cadere lieve su tutto l’universo, come la discesa della loro ultima fine, su tutti i vivi e su tutti i morti».
Due recenti libri pubblicati da altrettanti autori statunitensi hanno messo al centro il fenomeno della neve e dell’inverno: “Winter Nights, Walking” di Ed Panar (Fw:Books / Spaces Corners, 2023) e “King, Queen, Knave” di Gregory Halpern (MACK, 2025). Il primo è un diario visivo delle passeggiate notturne dell’autore nella sua città, Pittsburgh. Il secondo è frutto di un lavoro ventennale svolto a Buffalo, dove l’alternarsi delle stagioni diventa una metafora del ciclo vitale, che alterna morte e rinascita.
Altrettanti autori italiani, Olivo Barbieri e Walter Niedermayr, hanno lavorato sul tema dell’inverno e del paesaggio alpino. Con approcci differenti, entrambi hanno osservato con sguardo critico i fenomeni naturali e sociali che si verificano in montagna, usando la fotografia come strumento di indagine che obbliga a un’osservazione lenta e approfondita.
La rassegna è stata curata da Luca Fiore per il progetto “NEVEr alone” di Casa Testori, realizzato grazie al bando “Olimpiadi della Cultura”, promosso da Regione Lombardia per i Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026 e inserito nel calendario dei Giochi della Cultura. “NEVEr alone” è un progetto multidisciplinare in cui si riscopre la neve a partire dall’editoriale di Giovanni Testori Benedetta tu, sorella neve, pubblicato il 17 gennaio 1985 sul “Corriere della Sera” e scritto in occasione della grande, storica nevicata di quei giorni. L’editoriale è stato la scintilla per sviluppare due allestimenti. Al piano terra di Casa Testori, una mostra collettiva di arte contemporanea curata da Giacomo Pigliapoco, completata da due project room a cura di Greta Martina e Rosita Ronzini, in cui gli artisti si confrontano con la neve nei suoi significati simbolici e poetici. Al primo piano, un focus sulla nevicata del 1985 in cui l’editoriale di Testori dialoga con gli scatti che il fotografo Mario De Biasi (1923-2013) realizzò nei giorni della nevicata.